Un governo di tutti, la carta nascosta

Lo stallo nella formazione di un governo, certificato da Mattarella, spinge verso una soluzione nascosta: “Il Governo di tutti”.

Roma – Tra pochi giorni il capo dello Stato darà un incarico esplorativo, privilegiandolo a un preincarico. Non ha nessuna intenzione, infatti, di bruciare Di Maio e Salvini che potrebbero non riuscire a trovare – col preincarico – una maggioranza sui loro nomi. I diktat su Forza Italia e di Forza Italia sono molto ingombranti, e ancora persistenti dopo il secondo giro di consultazioni al Quirinale di venerdì scorso.

A questo punto a Mattarella non gli resterà – dicono in molti – che provare a far sondare il terreno ad una terza persona che non comprometterebbe, in caso di esito negativo, l’immagine della Lega e del M5s; ancora impegnati in campagna elettorale per le regionali.

Anche questa terza figura, però, potrebbe non riuscire nella missione. Si parla della presidente del Senato, la Casellati. Essendo molto vicina a Forza Italia, con alta probabilità non farà cadere il veto dei grillini contro Berlusconi che urlano nei comizi: “rinnovamento”.

E così allora, a Mattarella, non resterà che tirare fuori la carta nascosta. L’alternativa è quella che oggi Calenda lancia su Repubblica. L’ex ministro dello Sviluppo economico, da poco iscritto al Pd, parla di un “Governo di tutti”. Non un accordo politico ma un patto programmatico sulle emergenze del Paese. Due anni minimo di legislatura per portare l’Italia fuori dalla crisi economica, ridurre il debito pubblico, arginare il fenomeno migratorio, riposizionarla in Europa e sulla scena internazionale, e perché no tagliare i costi della politica.

Una soluzione che andrebbe bene a tutti. Semmai con un mandato ad un uomo del Presidente subito dopo il voto in Friuli e Molise. I populisti potranno, così, tenere accesa la fiamma della propaganda elettorale e non sporcarsi troppo le mani con i difficili dossier che Palazzo Chigi dovrà affrontare.

Se poi dentro ci metteranno – di sicuro – anche la riforma della legge elettorale la nascita della XIX legislatura avverrà con lo scontro definitivo tra M5s e Lega.

A quel punto Salvini potrebbe affrontare la sfida addirittura con un partito unico del centrodestra. E la terza Repubblica prenderà il via.

Marco Trombetta, RFI24

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